Etichette

Visualizzazione post con etichetta Donne in India. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Donne in India. Mostra tutti i post

lunedì 22 aprile 2013

Sampat Pal "Con il sari rosa"

Sampat Pal è nata nell' Uttar Pradesh, uno degli stati indiani più poveri, dove è ancora molto rigida la suddivisione in caste. E' fondatrice e attivista della Gulabi(rosa) Gang, un gruppo di donne, che, vestite in sari rosa, lottano per la salvaguardia dei diritti fondamentali e per impedire soprusi e abusi nei confronti delle donne e dei bambini. Nel libro Con il sari rosa Sampat Pal in collaborazione con Anne Berthod racconta la sua storia e le sue battaglie. Grande bestseller in Francia, il libro è stato pubblicato in altri 5 paesi. In italia Sampat è stata presente al salone di Torino.
Nell' introduzione al libro leggiamo: "Sampat non sopporta le prevaricazioni e, quando osa reagire all'ennesima angheria, viene cacciata dalla casa dei suoceri. Per Sampat potrebbe essere la fine, e invece sarà un nuovo inizio. In poco tempo, diventa la paladina degli oppressi, soprattutto delle donne, che in migliaia da tutta l' India , si uniscono a lei per dar vita ad una rivoluzione rosa, dal colore del sari che hanno scelto come divisa. Un'onda rosa che fa paura a chi non vuole che le cose cambino."
http://www.gulabigang.in/ questo è il sito ufficiale della gulabi gang dove potete approfondire le battaglie portate avanti  da queste donne.
Nel video seguente, invece,  potete ascoltare Sampat Pal intervistata in occasione del salone del libro di Torino.
http://video.unita.it/media/Culture/Salone_del_Libro_intervista_a_Sampat_Pal_Devi_1290.html

giovedì 4 aprile 2013

Purtroppo ancora casi di violenza contro le donne

Purtroppo alla ribalta della cronaca ci sono ancora atti di violenza contro le donne. Quattro donne e 5 bambine sono state uccise da un uomo impazzito per essere stato abbandonato dalla moglie. ieri, invece, quattro sorelle sono state attaccate con l'acido.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20130404_165840.shtml :
Nuova Delhi, 3 apr. (TMNews) - Cresce il clima di violenza contro le donne in India, dove per fronteggiare l'emergenza è stato brevettato un intimo antistupro per proteggere tutte le signore. Nel giro di poche ore sono state uccise 9 donne a colpi d'ascia, mentre 4 sorelle sono state sfregiate dall'acido.

Pandu Nagesia, 35enne residente del villaggio indiano di Behratoli, ha ammazzato quattro donne e cinque bambine, tutte vicine di casa: lo ha reso noto la polizia locale, secondo la quale l'uomo sarebbe mentalmente instabile dopo essere stato abbandonato dalla moglie.

Le vittime si erano radunate in casa di una di loro mentre i loro parenti si trovavano al lavoro in una miniera vicina: le autorità dello stato del Chattisgarh hanno disposto un indennizzo di 25mila rupie (circa 500 euro) per ciascuna famiglia.

E' di ieri sera, invece, la tragedia accaduta a 4 sorelle. Due uomini su una moto le hanno attaccate con l'acido: si tratta di tre insegnanti e una studentessa di età compresa tra i 19 e i 24 anni, nello Stato settentrionale indiano dell'Uttar Pradesh, a 100 chilometri dalla capitale Nuova Delhi.

Le donne stavano tornando a casa, quando i due si sono avvicinati facendo dei commenti volgari e quello seduto dietro ha gettato l'acido su tutte e quattro, ha confermato un portavoce della polizia. La sorella più giovane ha riportato ustioni di massimo grado e ferite ed è stata ricoverata d'urgenza nella capitale, sempre secondo la fonte.

Da dicembre scorso, gli attacchi contro le donne sono in cima all'agenda politica del paese, dopo il brutale stupro di gruppo in seguito al quale è morta una studentessa 23enne a Nuova Delhi.

L'organizzazione Stop Acid Attacks ha accusato il governo indiano di ignorare l'aumento degli assalti, spesso compiuti da ex fidanzati o dai loro parenti. L'ong ha chiesto all'India di limitare la vendita di acido, chiamato "Tezaab", usato per pulire arnesi arrugginiti, ma spesso usato per attaccare le donne. Secondo l'organizzazione Acid Surivors Trust International, che ha base a LOndra, sono 1.500 gli attacchi con l'acido commessi ogni anno nel mondo.

Nel 2011, il vicino Pakistan ha inasprito la legge per punire gli aggressori, che rischiano dai 14 anni all'ergastolo e una multa minima di un milione di rupie pachistane (8mila euro).



http://www.bbc.co.uk/news/world-asia-india-22031407

India axe attacker 'kills nine' in Chhattisgarh
Map
A man has gone on a rampage with an axe in a village in central India, killing four women and five girls, police say.
The motive for the attack in Chhattisgarh state is unclear but police said the man, named as Panduram, appeared to be having "mental problems". They added that the man had recently been left by his wife.
All the victims were female as the village's men were reportedly away at work during the day.
The man, 35, has been arrested.
His weapon was also seized by police.
Local authorities announced that compensation of 25,000 rupees ($450; £300) each would be paid to the families of the deceased, according to the Press Trust of India.
Correspondents say violent attacks on women have been in greater focus in India since the fatal gang rape of a young student in Delhi last December which led to widespread protests.



lunedì 7 gennaio 2013

Segnalo questa iniziativa: http://www.avaaz.org/it/end_indias_war_on_women/?fVqUPdb&pv=49 :

Mettere fine alla violenza sulle donne in India

Al Governo indiano, alla Commissione Verma e alla Commissione Mehra:

Vi chiediamo di rendere più incisiva la legislazione contro la violenza sessuale e la sua applicazione e di lanciare una campagna pubblica di educazione su larga scala con contenuti forti e di alta qualità pensati per portare un profondo cambiamento negli inqualificabili comportamenti che permettono e promuovono la violenza sulle donne.

Pubblicato il: 4 Gennaio 2013
Una studentessa in fisioterapia è salita a bordo di un autobus a Delhi il mese scorso. Sei uomini hanno bloccato l'entrata e l'hanno selvaggiamente stuprata per ore, picchiandola con un'asta di metallo. L'hanno abbandonata nuda in strada e purtroppo lei, dopo aver lottato coraggiosamente per sopravvivere, è morta lo scorso fine settimana.  

In tutta l'India la popolazione sta reagendo con manifestazioni di massa per dire ora il limite è stato abbondantemente superato. In India una donna viene stuprata ogni 22 minuti e pochi riconoscono questa ingiustizia. A livello globale questo dato è spaventoso: 7 donne su 10 subiscono una violenza nel corso della loro vita. Questo orrore a Delhi è la goccia che fa traboccare il vaso: siamo nel 2013 e la brutale e corrotta violenza sulle donne nel mondo deve finire. Oggi possiamo mettere la parola fine dall'India.

Il governo sta raccogliendo commenti pubblici ancora per 24 ore. Abbiamo bisogno urgentemente tanto che la legge sia applicata in modo più rigoroso quanto di un importante programma di educazione pubblica per cambiare il comportamento tanto aberrante quanto diffuso che incentiva la violenza contro le donne. Se 1 milione di noi chiederà una risposta seria ora, potremo fare in modo che l'orrore che ha subito questa giovane donna diventi la goccia che fa traboccare il vaso, e l'inizio di una nuova speranza.

" I cambiamenti non avverranno accendendo candele, dobbiamo cambiare noi stessi": è quanto dichiara il ragazzo della ragazza morta in seguito ad uno stupro di gruppo

 Dal Blog di Raimondo Bultrini:
http://bultrini.blogautore.repubblica.it/2013/01/06/i-passanti-di-delhi/?ref=NRCT-49980289-3 :

"I passanti di Delhi



 
Per 25 minuti abbiamo visto passare motorisho, veicoli, gente a piedi. Eravamo nudi nel freddo, ma nessuno ci ha dato qualcosa per coprirci, e quando dopo 45 minuti è arrivata la polizia, invece di aiutarci si sono messi a discutere quale fosse la stazione di competenza”.
Così ha raccontato alla Zee Tv il fidanzato della studentessa stuprata e uccisa, davanti ai suoi occhi, a bordo di un autobus urbano di New Delhi la notte del 16 dicembre.
Ora che è diventata con il suo sacrificio l’eroina di un intero Continente, il giovane ha ricostruito quelle sue ultime ore di indimenticabile orrore agiungendo dettagli sconcertanti di cio’ che è accaduto non solo durante, ma anche dopo l’aggressione e la violenza subita da cinque uomini e un minorenne. Picchiati con sbarre d’acciaio, denudati e gettati in strada senza niente addosso – ha rivelato il giovane – è seguito un tempo interminabile di ulteriore pena per la crudele e codarda indifferenza di passanti e automobilisti.
“Mentre eravamo a terra nudi e sanguinanti – ha detto – abbiamo visto molti veicoli rallentare e poi ripartire velocemente. La mia amica era gravemente ferita e io chiedevo aiuto, ma i passanti invece di offrire qualcosa per coprirci, ci fissavano, oppure domandavano che cosa ci fosse successo, ma nessuno ha fatto nulla. Poi quando è arrivata la polizia, gli agenti hanno perso mezz’ora a discutere quale fosse la giurisdizione competente. Infine uno di loro ha strappato dei fogli di carta per coprirci”.
Fatti salire su un furgone, “invece di trasportarci nel più vicino ospedale privato – ha detto – ci hanno accompagnato in quello pubblico molto più distante, il Safdarjung. Se a quell’ora di notte le strade non fossero state semideserte – ha ricordato – la mia amica sarebbe morta nel traffico”. E’ un dettaglio non secondario alla luce del fatto che la ragazza verrà trasportata in una costosa clinica di Singapore dopo molti giorni e ormai in condizioni disperate, a seguito delle grandi manifestazioni di piazza a Delhi e altre città. Secondo il giovane intervistato da Zee Tv, la decisione di trasferire la sua amica è stata presa quando le autorità “hanno pensato che la pressione (delle proteste) potesse diventare difficile da gestire. Ma se l’avessero portata subito in un buon ospedale ora sarebbe ancora viva.”
Il testimone ha aggiunto che la sua sfortunata compagna ha compiuto un enorme sforzo perché voleva raccontare ai giudici tutto quello che le era stato fatto, “dettagli di un crimine che non si possono nemmeno descrivere”, ha detto, al punto che la sua ragazza “voleva vedere i suoi aggressori bruciati vivi”.
Dopo aver spiegato di essere rimasto per ore nudo sul pavimento dell’ospedale mentre la fidanzata veniva curata, ha aggiunto che per quattro giorni la polizia lo ha tenuto senza assistenza in una stanza della loro stazione. Quando gli è stato permesso di visitare la sua ragazza, l’ha trovata sorridente e “diceva sempre alla sua famiglia di non preoccuparsi. Chiedeva anche quanto sarebbero costate le cure. Era attaccata alle sue radici come ogni altra persona”.
Sul comportamento delle forze dell’ordine non ha voluto fare commenti, ma a una domanda su cosa pensasse del possibile licenziamento del capo della polizia, ha risposto che “i responsabili dovrebbero dimettersi da soli, su basi morali”. Quanto alle numerose manifestazioni pubbliche seguite alla loro tragica disavventura, ha detto che “i cambiamenti non avverranno accendendo delle candele, dobbiamo cambiare anche noi stessi”.
Sottoposto a consulenze psicologiche per ridurre le conseguenze del trauma, il giovane compagno della vittima ha spiegato che non riuscirà “mai a dimenticare quella notte e cio’ che è successo dopo”. “Continuo a prendermela con me stesso – ha confessato – pensando a cio’ che avrei dovuto o non dovuto fare”.
PS – Al caso sollevato dall’intervista dello studente alla tv indiana Zee, vanno aggiunte le reazioni di sconcerto seguite ai commenti di due esponenti di gruppi  fondamentalisti dell’induismo.
Il Capo ministro del Madhya Pradesh, l’esponente del Bjp Kailash Vijayyargiya, ha detto che violenze come quella del 16 dicembre avvengono quando si “attraversa la linea Laxman Rekha”, riferendosi al segno di protezione oltrepassato dalla sposa di Rama quando fu rapita dal demone Ravana nell’epica del Ramayana. Significa fuori di metafora che se le donne non superano la soglia loro assegnata dalla società maschile indiana – a casa o altrove -  non corrono pericoli.
Secondo il leader della organizzazione RSS che raccoglie i gruppi ultrareligiosi hindu, Mohanrao Bhagwat, violenze sessuali come quella ai danni della studentessa di Delhi non avvenivano nell’india tradizionale (il Bharat) e ne sono immuni i villaggi rurali, perché non sono ancora caduti sotto “l’influenza della cultura occidentale”. Fatto decisamente smentito dalle statistiche, vista l’alta percentuale di violenze all’interno delle stesse famiglie contadine."

Violenze, in un distretto obbligo di soprabito per le ragazze...

http://www.repubblica.it/esteri/2013/01/06/news/violenze_in_india_in_un_distretto_obbligo_di_soprabito_per_le_ragazze-49980289/?ref=NRCT-50043345-4 :

"India, stupra quattro bambine
La folla tenta di linciarlo

Violenze,  in un distretto obbligo di soprabito per le ragazze: Il governo dell'ex territorio francese di Pondicherry ordina alle studentesse di indossare un cappotto e muoversi solo su autobus di loro esclusivo uso. La protesta delle associazioni delle donne. Il padre di una delle vittime: "Voglio divulgare il nome di mia figlia, per aiutare le altre donne a difendersi". E la polizia denuncia il fidanzato della ragazza che ha rilasciato un'intervista ad un'emittente Tv

"Quattro bambine, di età compresa tra 5 e 10 anni, sono state stuprate da un quarantenne nel West Bengal, Stato orientale dell'India. Lo ha riferito Ndtv, spiegando che i fatti sono avvenuti il 3 gennaio nel distretto di Bankura, a Rathtala, nell'area di Belatore.

La polizia ha comunicato che l'accusato, Rabi Dey Lochan, proprietario di un negozio di alimentari, è stato arrestato la scorsa notte. Secondo il rapporto della polizia, le vittime degli abusi, di 5, 7 8 e 10 anni, erano andate nel negozio per acquistare una torta.

Dey le ha attirate in un'altra stanza con il pretesto di consegnare loro la torta, e le ha violentate. I fatti sono venuti alla luce quando una delle tre bambine ha perso sangue urinando. La polizia ha disperso una manifestazione di protesta della popolazione locale davanti all'alimentari.

E per contrastare l'ondata di violenze sessuali che ha colpito tutta l'India, il governo dell'ex territorio francese di Pondicherry ha deciso di introdurre, fra varie misure, anche l'uso obbligatorio per le studentesse di un soprabito.

"Siamo impegnati al massimo a proteggere la sicurezza delle nostre ragazze - ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, T.
Thiagarajan - e per questo abbiamo deciso che esse dovranno portare un soprabito e muoversi in autobus di loro esclusivo uso. Inoltre nelle scuole sarà proibito utilizzare i telefoni cellulari".

La stampa, ricordando che la temperatura media di Pondicherry è superiore ai 30 gradi per la maggior parte dell'anno, sottolinea che aggiungere un ulteriore capo di abbigliamento alla divisa scolastica, che prevede anche una giacca "è una misura assurda".

Contro di essa si è espressa apertamente la segretaria della All India Democratic Women's Association, Sudha Sundararaman, secondo cui "è scioccante notare come apparentemente il governo di Pondicherry non si renda conto che l'abbigliamento non a nulla a che vedere con i reati commessi. E' un modo di banalizzare il problema senza affrontarlo seriamente".

"Il nome di mia figlia dovrebbe essere divulgato in modo da diventare fonte di ispirazione per tutte le vittime di reati sessuali". A parlare è il padre della studentessa indiana di 23 anni morta dopo essere stata violentata e picchiata selvaggiamente a bordo di un autobus. In una intervista al domenicale britannico "Sunday People", si è detto d'accordo con un ministro del governo indiano che ha esortato le autorità a rivelare il vero nome della vittima utilizzandolo per una nuova legge anti-stupro, mentre la legge indiana proibisce l'identificazione delle vittime di reati sessuali.

 "Mia figlia non ha fatto niente di male, è morta mentre si proteggeva. Sono orgoglioso di lei. Rendendo noto il suo nome si darebbe coraggio ad altre donne sopravvissute a questa terribile esperienza", ha detto il padre della studentessa.

Il Sunday People ha scritto di essere stato autorizzato dall'uomo a divulgare il suo nome e quello della figlia. La polizia ha denunciato l'emittente televisiva Zee News, che ha mandato in onda un'intervista al fidanzato della vittima, pestato dagli stupratori. Pur non citando il suo nome, l'emittente ha mostrato il suo volto e la magistratura dovrà ora stabilire l'eventuale violazione della legge."
 (06 gennaio 2013)
http://video.repubblica.it/dossier/femminicidio/india-stuprata-e-uccisa-il-ragazzo-va-in-tv-e-accusa-la-polizia-ha-perso-tempo/115407/113811?ref=NRCT-49980289-2 

sabato 29 dicembre 2012

Un caso che ha scosso l' India

 All' indomani della morte della giovane vittima di uno stupro di gruppo tutta l'India sta reagendo e non era mai successo e soprattutto non solo le donne.
I genitori della ragazza hanno espresso "la speranza che la morte della loro figlia possa portare ad un futuro migliore per le donne a Delhi e nell' intera India".
Anche il primo Minisitro Indiano Manmohan Singh ha dichiarato  "Spero che l'intera classe politica e la società civile  mettano da parte gli interessi e le proprie agende e ci aiutino a raggiungere il fine che tutti desideriamo, ossia rendere l'India un luogo chiaramente migliore e più sicuro per le donne che ci vivono".
Per approfondire : .http://video.repubblica.it/mondo/bultrini-tutta-l-india-sta-reagendo-non-era-mai-successo/114890?video=&ref=HREC1-8

http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/30/foto/l_india_piange_la_morte_della_studentessa_stuprata_dal_branco-49665036/1/

domenica 4 novembre 2012

Donne in India


Quest'articolo è tratto dalla pagina on line del quotidiano la stampa :  http://www.lastampa.it/2012/11/02/esteri/india-cellulari-vietati-alle-ragazze-lo-facciamo-per-il-loro-bene-TlBs9HfdNDs62BLTmlpKaI/pagina.html
 

India, cellulari vietati alle ragazze
“Lo facciamo per il loro bene”


Una ragazza indiana con il cellulare a Jammu

02/11/2012
La decisione è stata presa in un piccolo comune del Rajastan
“L’eccessiva reperibilità delle più giovani crea problemi in famiglia”
new delhi
L’India non è solo Bollywood o il Paese in cui ci sono più cellulari che toilette, come ha recentemente ricordato uno studio governativo. Un villaggio dello stato nord occidentale del Rajasthan ha vietato alle ragazze di possedere un cellulare per evitare che abbiano contatti con rappresentanti dell’altro sesso. Lo scrive oggi The Times of India. La decisione, destinata a sollevare molte polemiche, è stata presa all’unanimità dal consiglio comunale di Bhandarez, nel distretto di Dausa, dopo una fuga di amore di due fidanzati.

«Siamo molto preoccupati dall’uso dei telefonini che può essere dannoso soprattutto per la gioventù» ha detto al giornale il leader della comunità Durga Lal secondo il quale «le ragazze che hanno il cellulare sono facilmente reperibili e questa libertà può creare qualche problema per la loro famiglia». I rappresentanti della comunità hanno precisato che se qualcuno vuole dare il cellulare alla propria figlia è libero di farlo, ma che la decisione «unanime» delle autorità comunali è di segno contrario: «Crediamo di averla formulato nel bene delle ragazze della nostra comunità e siamo certi che anche i loro genitori saranno d’accordo con noi», ha detto Durga Lal, il portavoce del comune di Bhandarez.

A fine ottobre una ragazza appartenente a una casta superiore era scappata con un coetaneo di cui si era innamorata gettando nella vergogna l’intero villaggio. I due non sono più tornati dalle loro famiglie. Di recente, alcuni capi villaggio sono stati al centro di infuocate controversie per essersi schierati a favore del matrimonio delle minorenni perché le mette al riparo dal rischio di disonorare la famiglia.

Donne in India

In questa sezione pubblicherò articoli di cronaca , riflessioni , approfondimenti , relativi al ruolo della donne in India , alla loro condizione e al loro cammino verso una maggiore libertà , dignità .

Quest' articolo che leggerete è tratto dal quotidiano online "BLITZ" : http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/india-16-anni-stuprata-filmata-video-padre-1383527/.


dalit india

India, ragazza “dalit” stuprata da 8 ricchi e filmata. Il padre vede il video e si uccide 

02/11/2012
INDIA – Una ragazza stuprata da 8 persone, la violenza filmata, il video che gira nella piccola comunità locale. Finché lo vede il padre, che chiede giustizia, ma lui è solo un “povero” e nessuno gli dà retta. E lui si uccide. La vicenda avvenuta in un piccolo villaggio nello stato di Haryana, nel nord dell’India, sta contribuendo a mettere in questione l’omertà tipica della mentalità feudale e maschilista radicata in certe regioni dell’India.
Come nell’antica Roma, dove Lucrezia si uccise con un pugnale per essere stata “disonorata” da Tarquinio il Superbo, ancora oggi in diverse società, il disonore dello stupro ricade in primo luogo sulla vittima della violenza piuttosto che sul criminale. Nella società indiana, sono decine, centinaia gli stupri che ogni anno non vengono denunciati per paura delle conseguenze sociali. Chi sposerà una ragazza disonorata? Che ne sarà dell’onore della famiglia se il villaggio viene a sapere della violenza? Il caso della ragazza di Haryana che ha denunciato alla polizia i suoi assalitori è per questo eccezionale.
Alla metà di settembre 2012, un gruppo di uomini ubriachi ha preso la ragazza con la forza, l’ha portata con la macchina in un luogo isolato per stuprarla. Otto uomini hanno abusato di lei per circa tre ore mentre la scena veniva filmata con un cellulare. La ragazza aveva 16 anni.
Per dieci giorni, la giovane vittima è sprofondata nel silenzio, incapace di denunciare la propria tragedia a causa delle minacce di morte ricevute come pure dei codici ancestrali di una società repressiva. Poi, un evento tragico ha cambiato tutto, nella vita della famiglia e nella determinazione della ragazza. Il video girato dagli stupratori ha fatto il giro del villaggio, passando di cellulare in cellulare tra gli uomini, come un barbaro trofeo. Il padre della vittima è così venuto a conoscenza della violenza perpetrata sulla figlia. Sconvolto, non ha resistito al dolore e alla vergogna e si è tolto la vita.
Di fronte al sacrificio del padre, la ragazza decide raccontare tutto alla polizia perché sia fatta giustizia. Da allora, gli otto presunti colpevoli sono incarcerati ed attendono il giudizio. La maggior parte di questi provengono dalla casta superiore, quella che possiede le terre e che domina il villaggio, mentre lei, la vittima, è una «dalit», quella che una volta si chiamava un’intoccabile. Anche per questo, la storia della ragazza ha assunto un significato simbolico nel contesto dell’India attuale, dove tradizioni arcaiche, a volte violente, coesistono con forme di modernizzazione sociale.
Una parte della società civile, nei media e in certi settori della popolazione, ha inscenato una protesta per l’odioso crimine e la polizia ha, per adesso, compiuto il proprio dovere. Ma le reazioni nel complesso hanno mostrato come la cultura dell’omertà e la struttura feudale e maschilista della società siano in India, e particolarmente in Haryana, particolarmente forti. Commentando la vicenda, un porta-parola del Congress Party, attualmente al potere, avrebbe sostenuto che il 90% degli stupri cominciano con un rapporto consensuale. Una persona in vista del villaggio ha detto che i desideri sessuali dell’adolescente sarebbe stati la ragione della violenza. Il capo del villaggio, Sube Singh, ha sostenuto in tv che «se le ragazze si sposassero già a sedici anni, soddisferebbero i propri bisogni sessuali con il marito. In questo modo, non ci sarebbero più stupri».