martedì 2 settembre 2014

10 motivi per visitare Chennai

10 motivi per visitare Chennai dal travel blog di un' escursionista indiana.
 Qui di seguito potrete leggere il suo racconto. Buona lettura :)
http://www.lakshmisharath.com/2014/08/21/ten-reasons-visit-chennai/

Toor dal secondo la ricetta di Manjula :)

 Toor dal
Qui di seguito potrete trovare il link per visualizzare la ricetta e vedere il video dell' esecuzione.
Buon appetito :) 

http://www.manjulaskitchen.com/2007/02/16/toor-dal/


lunedì 21 luglio 2014

L'India che vorrei-Arundhati Roy

 Qui di seguito potrete leggere un interessante articolo sulla scrittrice indiana Arundhati Roy e la sua India:

http://d.repubblica.it/attualita/2014/06/13/news/arundhati_roy_intervista_storia-2177565/?ref=HRLV-9

L'India che vorrei

Per Arundhati Roy, romanziera famosa e saggista di battaglia, il grande nemico è il sistema delle caste. «La violenza sulle donne e le ingiustizie peggiori nascono da lì. Anche se a Bollywood va di moda scordarlo»
L'India che vorrei
Questa orribile storia dell’Uttar Pradesh riguarda solo due su migliaia di ragazze vittime di analoghe forme di violenza. Il pensiero che mi rende cieca di rabbia è che le ragazze vengono violentate perché sono dalit, cioè Intoccabili, perché sono Kashmire o del Manipur e anche perché sono ragazze, che siano povere e indifese, o moderne e quindi “fuori controllo”». Li hanno presi, questa volta, gli assassini che hanno violentato e impiccato a un albero le due ragazzine in un villaggio, e nell’India di oggi e di sempre, neppure questo era scontato. Arundhati Roy, la scrittrice indiana che è appena stata nominata dal Time tra le cento persone più influenti dell’anno (assieme a Obama, Beyoncé e il Papa), seduta in un caffè di Khan Market a Delhi, col sottofondo no stop di canzoni dei Beatles, va diritto al cuore della più tragica contraddizione del Paese dove il bollettino quotidiano degli stupri e delle uccisioni sembra inarrestabile: «Io le liste dei giornali internazionali sulle personalità influenti faccio davvero fatica a prenderle sul serio. Perché l’India vive in molti secoli simultaneamente, così qui trovano voce alcune tra le donne piu potenti e riconosciute del mondo, persone davvero libere come me, - non ho false modestie - o Medha Patkar o Vandana Shiva, e allo stesso tempo un enorme numero di donne incontra un destino tragico, a cominciare dai milioni di bambine uccise per feticidio o per fame e abbandono».

Al centro del lacerante paradosso, Arhundati Roy torna a denunciare, come in forma di romanzo ha fatto fin dal suo best seller Il dio delle piccole cose, il sistema delle caste: «In una società violenta come la nostra, dove la sopraffazione è istituzionalizzata nel principio di Intoccabilità, per un uomo di casta superiore violentare una dalit non è mai stato un problema, in questo caso le donne degli Intoccabili non sono state mai intoccabili». E da lì riparte anche nel suo ultimo libro Il Dottore e il Santo, mettendo questa volta polemicamente in discussione anche un mito assoluto dell’India del Novecento, il Mahatma Gandhi, contrapposto «eticamente e moralmente» alla speciale figura di “intellettuale anti-caste” che fu suo contemporaneo e avversario: B.R. Ambedkar, economista, filosofo, leader degli Intoccabili dalit e giurista che nel secolo scorso ha redatto la Costituzione moderna. Restituendo ad Ambedkar il posto che a suo dire «gli spetta nella storia» e contestando a Gandhi la tolleranza verso la tradizione induista, Roy si ritrova ancora una volta sotto il fuoco incrociato delle polemiche. C’è abituata, da quando nel 1997 Il dio delle piccole cose, pubblicato in 21 Paesi, fu denunciato per le scene di sesso ritenute “offensive” tra la nobile Ammu, la protagonista, e il dalit Velutha, nonché dai capi del governo e del partito comunista del Kerala per i suoi ritratti di leader “rossi” di alta casta e bassa moralità sociale. Quando lo stesso anno quel romanzo vinse il prestigioso Booker Prize lei, radiosa trentacinquenne catapultata ai vertici della letteratura contemporanea, spiegò che non intendeva essere «solo una graziosa signora che scrive libri».

E accantonata la narrativa - «temporaneamente», precisa come tutte le volte che da allora glielo chiedono, annunciando adesso che sta «lavorando a un secondo romanzo» - è diventata la più famosa agitatrice, ambientalista radicale e no global del Paese, attirandosi attacchi ancora più violenti. Tre anni fa la presentazione del suo saggio Broken Republic (in italiano In marcia coi ribelli, Guanda), che conteneva il reportage su un viaggio nelle aree maoiste e racconti dal Kashmir islamico, fu boicottata da folle furiose di filo-governativi che presero anche a sassate la sua casa e le costò denunce per sedizione e richieste d’arresto. In cella c’è poi finita davvero per due giorni, dopo una manifestazione contro la diga sul fiume Narmada.

Il suo nuovo saggio è una introduzione alla più dura e controversa opera di Ambedkar, dal significativo titolo L’eliminazione delle caste. Perché ha scelto quel testo? «Crescendo sono sempre stata acutamente consapevole dell’ingiustizia del sistema delle caste. Credo sia ovvio per chiunque abbia letto il mio romanzo. Ma le pagine di Ambedkar fanno capire il problema storicamente, politicamente e teoricamente. Ecco perché sono così importanti, anche se sfortunatamente ben pochi hanno avuto finora questo volume sugli scaffali».

Il libro è uscito nel pieno della campagna elettorale che ha visto la vittoria del fondamentalista hindu Narendra Modi. «Il nuovo premier è l’espressione di un’ideologia non dissimile da quella del progressista Congresso, entrambi figli di una cultura elitaria e totalitaria al servizio del grande capitale».

Ma lei va oltre, accomunando le idee di Modi a quelle del Mahatma in materia di religione e società. Un’eresia per quanti considerano Gandhi agli antipodi della filosofia della destra hindu. «Non era mia intenzione dissacrare una figura tanto amata per il gusto di andare controcorrente. Durante la ricerca su Ambedkar ho riletto gli scritti e le citazioni di Gandhi su ogni aspetto che avesse a che fare con il tema delle caste, e sono rimasta allibita dalle coincidenze. Modi ha usato perfino le stesse parole del Mahatma per spiegare perché per esempio, il bhangi - ovvero il membro della categoria di pulitori di fogne - ideale non dovrebbe aspirare a un gradino più alto nella scala sociale degli uomini, ma guadagnarsi una vita migliore nell’aldilà, svolgendo il suo mestiere ancestrale con umiltà e spirito di servizio. Nell’introduzione al libro di Ambedkar, che a onor del vero Gandhi lesse e difese dalla censura pur non condividendolo, io riporto numerosi scritti dove il Mahatma giustifica un sistema che ha creato e crea enorme sofferenza e indicibili ingiustizie. Scriveva: “Se la società induista è stata capace di resistere, è perché si fonda sul sistema di caste...Distruggerlo e adottare il sistema di società occidentale europea significa abbandonare il principio di occupazione ereditaria che è l’anima del sistema di caste. Il principio ereditario è un principio eterno...”».

Resta davvero “eterno” anche nell’India di oggi? «Oggi per molti intellettuali specialmente di sinistra dire che le caste non esistono è perfino una cosa carina, progressista, e non vedi questi temi trattati nei film di Bollywood. Sono diventati invisibili. Eppure i Sottocasta, Intoccabili, Inavvicinabili, o comunque vengano chiamati gli “impuri” dell’India, formano la gran massa degli 800 milioni di poveri che sopravvivono con meno di 20 rupie, neanche mezzo dollaro, al giorno. Anche il legame con la violenza contro le donne è evidente: più di 1500 donne dalit sono state violentate nell’anno dello stupro sull’autobus di Delhi, nel 2012, e 600 dalit sono stati uccisi per motivi legati alla loro casta. E anche in Kashmir l’esercito che violenta è parte dello status quo, come in Manipur, dove Irom Sharmila sta digiunando senza successo da 13 anni contro l’impunità dell’esercito e la legge che gliela permette».

Ma se ne può attribuire a Gandhi una responsabilità? «Io mi sono domandata come la dottrina gandhiana della non violenza e satyagraha potesse adagiarsi così confortevolmente sulle fondamenta di un sistema divisivo che si regge solo sulla minaccia e l’applicazione permanente della violenza. La dominazione di casta su base religiosa e di mestiere come un tempo, bramini, Yadav, Jat, eccetera, è stata sostituita dal moderno concetto di nazione hindu e di razza hindu, da quando con le nuove idee di “rappresentanza” i numeri, il consenso della popolazione, sono diventati importanti alle urne. E in cambio di voti alle caste inferiori e a quanti si erano convertiti all’Islam, al Sikhismo o al cristianesimo per sfuggire allo stigma della propria casta si offrono posti riservati negli impieghi e nelle scuole. Non a caso il tentativo di Ambedkar di far votare separatamente i dalit per dotarli di propri organi di rappresentanza, fu ostacolato fermamente proprio da Gandhi, che iniziò uno sciopero della fame seguito da tutta l’India con trepidazione. E quando vicino a Pune migliaia di contadini espropriati delle loro terre bloccarono i lavori in una miniera degli industriali Tata, che distruggeva il loro ambiente ancestrale, proprio il Mahatma li invitò a desistere. Ci sono altri esempi nel libro, tratti da vicende note, che riporto non per screditare la figura di Gandhi, ma per invitare quanti hanno bisogno di un santo a vederlo almeno nella sua interezza».

Tornando a lei, ricevendo per il Il Dottore e il Santo il premio Samata Ratna, che di solito va scrittori dalit, ha detto di preferirlo perfino al Booker Prize. «C’era stato qualcuno che mi aveva contestato il diritto di parlare di Ambedkar in quanto non-dalit (sua madre è cristiana siriana, il padre hindu di alta casta, ndr). Per questo il riconoscimento mi ha particolarmente toccato.

Uno degli aspetti meno noti della sua vita è il periodo passato in Italia, quando studiava da architetto restauratore, ma già voleva diventare scrittrice. «Ho passato sei mesi in Italia, soprattutto a Firenze. Ma l’Italia ha avuto una profonda influenza su di me già molto prima di atterrare a Roma. Tra i miei più cari amici c’era Carlo Buldrini, scrittore, architetto e giornalista che viveva qui in India quando avevo 17 anni. È stato lui a ispirare in molti modi il mio modo attuale di pensare, la scelta di prendere il mondo a modo mio, respingendo il ricatto di chi sostiene che così si turba la pace».


Letterata e militante
1961 Nasce il 24 novembre 1961. Suo padre era un hindu di alta casta, manager di una piantagione di tè del Bengala, della tradizione di sacerdoti bramini che insegnano e praticano i Veda. La madre, una cristiana di fede siriana, proveniente da una famiglia che cambiò religione per sfuggire al sistema religioso di discriminazioni dell’induismo, era attivista femminista in Kerala.
1963-1983 I genitori divorziano quando ha due anni e cresce in Kerala con il fratello e la madre, che apre e dirige una scuola. Dopo il diploma si laurea in architettura a Delhi, dove incontra il compagno di studi Gerard de Cunha. La coppia di trasferisce per qualche anno a Goa.
1984-1996 Tornata a Delhi, lavora per l’Istituto nazionale urbanistico e incontra il regista indipendente Pradip Krishen, che le offre una parte nel suo primo film di successo, Massey Sahib. Si sposano e scrivono insieme serie tv e film, mentre dal 1992 Arundhati mette mano a quello che diventerà il suo best seller.
1997 Pubblica Il dio delle piccole cose, storia semiautobiografica (la protagonista Ammu è in parte ispirata alla madre) che intreccia una storia d’amore con la critica radicale del sistema delle caste in India. Clamoroso successo internazionale tradotto in 21 lingue, vince il Booker Prize.
1998-2009 Mette da parte il lavoro di narratrice e negli anni successivi pubblica una decina di saggi politici e pamphlet polemici, pubblicati anche in italiano da Guanda, mentre milita appassionatamente sul fronte delle principali proteste e controversie indiane (la diga di Narmada, l’autonomia del Kashmir, il nucleare, l’occupazione delle terre in Kerala, la lotta alla corruzione) e internazionali (contro la guerra americana in Afghanistan e in Iraq).
2010-2014 Con il saggio Broken Republic (In marcia con i ribelli, 2012) denuncia l’escalation nella repressione militare del movimento maoista Naxalita, con l’ultimo saggio, Il Dottore e il Santo, una lunga presentazione di L’annientamento delle caste, scritto nel 1936 dal Padre della Costituzione indiana B.R. Ambekdar, attacca le ambiguità di Gandhi sul tema, tornando al centro di infuocate polemiche.

54 gemme della letteratura indiana

 Qui di seguito potrete leggere un interessante articolo sulle 54 gemme della narrativa indiana di tutti i tempi:
dal sito www.guidaindia.com

http://www.guidaindia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=2937%3A54-gemme-della-narrativa-indiana-di-tutti-i-tempi&catid=56%3Aletture&Itemid=61


54 Gemme della Narrativa indiana di tutti i tempi PDF Stampa E-mail
L'Arte, la storia e la cultura - Letture consigliate
Domenica 22 Giugno 2014 16:34
Otto personalità di spicco del mondo della letteratura e dell'editoria indiane, dieci titoli per ognuno di loro e una selezione finale:  le 54 principali opere della narrativa indiana di tutti i tempi secondo Amitava Kumar, Chiki Sarkar, David Davidar, Harish Trivedi, Jeet Thayil, Jerry Pinto, Ravi Singh e Sunil Sethi.
libri-indiaHidustanTimes ha chiesto a otto personalità di primo piano del mondo dell'editoria, della letteratura e della critica di scegliere dieci opere di narrativa indiana di ogni tempo da loro considerate fondamentali. Una volta spuntate le ripetizioni e assemblate le otto selezioni, ne é risultato un elenco di 54 opere che naturalmente può risultare incompleto, soprattutto considerando che sono state selezionate solo opere accessibili all'intero Paese e dunque scritte direttamente in Inglese o a questo tradotte in seguito, così come del tutto opinabile, seppur frutto della scelta di alcuni tra i maggiori esperti indiani contemporanei del ramo, e magari persino deludente, non potendo come ovvio alcun elenco incontrare mai i gusti di tutti. 
Ma per chiunque desiderasse avvicinarsi per la prima volta al mondo della narrativa indiana, così come all'India stessa, si tratta senza dubbio di un ottimo punto di partenza, la cui validità é garantita dall'indianità e dalla competenza dei suoi selezionatori, mentre per gli Indofili già più esperti può sempre costituire un buon banco di prova per misurare le proprie conoscenze in materia ed eventualmente rappresentare una comoda vetrina da occhieggiare per colmare qualche imperdonabile lacuna, magari proprio durante le imminenti vacanze estive.  
Ecco dunque l'elenco delle opere prescelte dagli otto esperti, stilato in ordine alfabetico per autore, coi rispettivi titoli in Italiano, quando tradotti anche nella nostra lingua, o solo in originale, se ancora negletti dall'editoria italica (o semplicemente a me sfuggiti, s'intende):
Abraham Verghese: Cutting For Stone, 2009 ( La porta delle lacrime, Mondadori 2010 )
Ahmed Ali: Twilight In Delhi, 1940 ( Crepuscolo a Delhi, Neri Pozza 2010 )
Akhil Sharma: An Obedient Father, 2000 ( Un padre obbediente, Einaudi 2001)
Amit Chaudhuri: The Immortals, 2009
Amitav Ghosh: The Hungry Tide, 2005 ( Il paese delle maree, Neri Pozza 2005 )
Amitav Ghosh: The Shadow Lines, 1988 ( Le linee d'ombra, Einaudi 2000 )
Anita DesaiFire On The Mountain, 1977 ( Fuoco sulla montagna, Einaudi 2006 )
Anita DesaiIn Custody, 1984 ( In custodia, Einaudi 2000)
Anita Desai: Baumgartner's Bombay, 1988) ( Notte e nebbia a Bombay, Einaudi 2007 )
Aravind Adiga: The White Tiger, 2008, ( La tigre bianca, Einaudi 2008)
Arundhati Roy: The God Of Small Things, 1997 ( Il dio delle piccole cose, Guanda 1997 )
Aubrey Menen: The Fig Tree, 1959  
BanabhattaKadambari (in Sanscrito, VII sec dC) tradotto all'Inglese da Padmini Rajappa, 2010
Bankim Chandra Chatterji: Anandamath (in Bengali, 1882) tradotto all'Inglese da Basanta Kumar Roy, 1992
Firdaus KangaTrying To Grow, 1991 ( Cercando di crescere, Serra e Riva 1991 )
GV Desani: All About H. Hatterr, 1948
Irwin Allan Sealy: The Trotter-Nama, A Chronicle, 1988
Jerry Pinto: Em And The Big Hoom, 2012
Kamala Markandaya: Nectar In A Sieve, 1954 ( Nettare in un setaccio, Feltrinelli 2000 )
Khushwant Singh: Train To Pakistan, 1956 ( Quel treno per il Pakistan, Marsilio 2002 )
Khushwant Singh: Delhi, 1990 ( Delhi, Neri Pozza 2002)
Kiran Desai: The Inheritance Of Loss, 2006 ( Eredi della sconfitta, Adelphi 2007)
Kiran Nagarkar: Cuckold, 1997
Kiran Nagarkar: Ravan & Eddie, 1994 ( Ravan & Eddie, Metropoli d'Asia 2009 )
Manil SuriThe Death Of Vishnu, 2001 ( La morte di Vishnu, Mondadori 2001 )
Manju KapurDifficult Daughters, 1998 ( Figlie difficili, Marsilio 2000 )
Mirza Hadi Ruswa: Umrao Jan Ada (in Urdu, 1893) tradotto all'Inglese da Khushwant Singh e MA Husaini, 1970
Mulk Raj Anand: Coolie, 1936 ( Munu, povero indiano, Rizzoli 1955 )
Munshi Premchand: Godan (in Hindi, 1936) tradotto all'Inglese da Gordon C Roadarmel, 1968
Munshi Premchand: Playground ( in Hindi, 1924) tradotto all'Inglese da Manju Jain, 2011
Namita Gokhale: Paro, Dreams Of Passion, 1984
O Chandu Menon: Indulekha (in Malayalam, 1889) tradotto all'Inglese da Anitha Devasia, 2005
OV VijayanThe Legends Of Khasak ( in Malayalam, 1969) tradotto all'Inglese dall'autore nel 1994
Qurratulain Hyder: River Of Fire ( in Urdu, 1959) tradotto all'Inglese dall'autrice nel 1999 ( Fiume di fuoco, Neri Pozza 2009 )
Rahi Masoom RazaThe Feuding Families Of Village Gangauli ( in Urdu, 1966) tradotto all'Inglese da Gillian Wright, 1994
Raja RaoKanthapura, 1938 ( Kanthapura, Ibis 1994 )
Raja RaoThe Serpent And The Rope, 1960
RK Narayan: The English Teacher, 1945 ( L'insegnante d'Inglese, Guanda 2006 )
RK Narayan: The Financial Expert, 1952 ( Il mago della finanza, IlSole24Ore 2000 )
RK Narayan: The Guide, 1958
Rohinton Mistry: A Fine Balance, 1995 ( Un perfetto equilibrio, Mondadori 2006 )
Ruskin BondThe Room On The Roof, 1956 ( La stanza sul tetto, Donzelli 2007 )
Salman Rushdie: Midnight's Children, 1980 ( I figli della mezzanotte, Mondadori 2007)
Shashi TharoorThe Great Indian Novel, 1989 ( Il grande romanzo dell'India, Frassinelli 1993 )
Shrilal Shukla: Raag Darbari (in Hindi, 1968) tradotto all'Inglese da Gillian Wright, 1991
Upamanyu ChatterjeeEnglish, August, 1988 ( Ritratto del funzionario indiano da giovane, Rizzoli 2010)
Upamanyu ChatterjeeWeight Loss, 2006
UR Ananthamurthy: Samskara (in Kannada, 1965) tradotto da AK Ramanujan, 1976
Vikram Chandra: Sacred Games, 2006 ( Giochi sacri, Mondadori 2007 )
Vikram Seth: The Golden Gate, 1988 ( Golden Gate, Fandango 2008 )
Vikram Seth: A Suitable Boy, 1995 ( Il ragazzo giusto, TEA 2001 )
VS Naipaul: The Enigma Of Arrival, 1987 ( L'enigma dell'arrivo, Mondadori 1988 )
Vyasa: The Mahabharata (in Sanscrito, VIII-IV sec a.C.) versione inglese di C Rajagopalachari, 1958
Yashpal: This Is Not That Dawn (in Hindi, 1958-60) tradotto all'Inglese da Anand, 2010
 

lunedì 13 gennaio 2014

Lohri- an agricultural winter festival

 Oggi in alcune aree dell 'India si festeggia Lohri. Vi propongo a tal proposito questo articolo del Times of India che spiega le origini e le caratteristiche di tale festività.

 http://timesofindia.indiatimes.com/lohri/eventcoverage/11338115.cms :

  Lohri - an agricultural winter festival

Lohri is a fun filled festivity observed by the Punjabi community every year in the month of January for a good harvest that carries cultural and traditional significance. It is observed on the eve of the winter solstice based on the belief that the Lohri night is the longest night of the year. Numerous theories have been suggested pertaining to the derivation of the term 'Lohri'. Many suggest that the festival derives its name from Loi, wife of Saint Kabir. Whereas, some believe the name 'Lohri' has been originated from the word 'loh', an iron pan used for preparing food.

Lohri festival best reflects the community's love for festival and celebrations of exuberance. However, the celebration of Lohri is not only restricted within the state of Punjab but also are observed enthusiastically throughout Uttar Pradesh, Haryana, Delhi, Jammu and Himachal Pradesh. According to the Hindu calendar, the Lohri 2014 will be observed on Monday, January 13.

The Lohri festival is marked by a range of traditional exciting activities such as lighting the ritualistic bonfire during the evening, dancing on the beats of the dhol, traditional handmade dishes, singing popular folklore around the bonfire and enjoying sumptuous feast. The folklores is also an integral part of Lohri which is all about expressing gratitude to the good harvest season and the natural elements such as water, wind and fire. On this day, people remember Dulha Bhatti - a famous legendary hero who helped the poor by robbing the rich, by singing folklores.

Lighting the bonfire in Lohri symbolizes offering prayers to Lord Agni (god of fire) to shower blessing on the land with abundance of crops and prosperity. The Lohri feast includes popular traditional feast such as makki-di-roti and sarson-da-saag.

For children, Lohri is the time of amusement and excitement. Early morning they visit houses within their neighbourhood to collect the Lohri 'loot' that usually includes traditional sweets, snacks (gajak, rewri, til, moongphali and jaggery) and money.

Significance of Lohri is no more restricted to celebration only but also implies a wonderful time for people in the community to rejoice and rejuvenate themselves from their chore and unite to share some fun and relive the cultural values. People exchange Lohri wishes to spread and celebrates the spirit of festivity.

On the occasion many people send personalised Lohri greetings and fancy Lohri gifts to their dear ones. The fascinating Lohri messages and lovely Lohri SMS are also popular as unique ideas to send warm 'Happy Lorhi' and mark the occasion as special.

giovedì 5 dicembre 2013

Napoli-India L'Arte della Felicità-Film


Questo film animato deve essere molto bello, non lo ho ancora visto ma già guardando il trailer me ne sono innamorat.
http://www.film.it/films/o/larte-della-felicita/:

Sotto un cielo plumbeo, tra i presagi apocalittici di una Napoli all'apice del suo degrado, Sergio, un tassista, riceve una notizia che lo sconvolge. Niente potrà più essere come prima. Ora Sergio si guarda allo specchio e quello che vede È un uomo di quarant'anni, che ha voltato le spalle alla musica e si È perso nel limbo della sua città. Il taxi diviene il microcosmo in cui si rinchiude per fuggire al suo mondo, ma dentro cui il mondo entra ed esce attraverso i suoi passeggeri. Mentre fuori imperversa la tempesta, l'auto comincia cosÌ ad affollarsi di ricordi, di speranze, di rimpianti, di nuove occasioni. Ora sa chi sono i passeggeri: sono anime, fantasmi, memorie, strade. Oppure sono messaggeri di un sole che nasce altrove e portano con sÈ la rivelazione di ciò che è oltre il confine del proprio parabrezza. Prima o poi la pioggia smetterà di cadere ed il cielo si aprirà. E da lì verrà la fine. O tornerà la musica

E' arrivato nelle sale italiane Lunchbox, opera prima del regista indiano Ritesh Batra


Vi segnalo questo bel film "Lunchbox" che è appena arrivato nelle sale italiane, un film indiano di Ritesh Batra, che vede come protagonista Irrfan Khan, già incontrato in "Vita di Pi" e nel film "il Millionaire".
http://www.play4movie.com/it/News/-Lunchbox-arriva-nelle-sale-Italiane-1938 :
Lunchbox, opera prima del regista indiano Ritesh Batra, è il film che ha sedotto l'ultimo Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio del Pubblico alla Semaine de la Critique, arriva nelle sale italiane dal 28 novembre.

Interpretato da Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, il film racconta una delicata storia d'amore epistolare nella Mumbai dei nostri giorni.

Ila è una casalinga appassionata di cucina che spera, con le sue ricette saporite e speziate, di ridare un po' di vitalità al suo matrimonio. Saajan è un modesto impiegato a pochi mesi dalla pensione, che si vede recapitare sulla sua scrivania, inaspettatamente, tutte le mattine, il lunchbox che Ila amorevolmente prepara per il marito. Ila non sa che il suo lunchbox è finito sulla scrivania sbagliata: insospettita dalla mancanza di reazione del marito ai suoi manicaretti, infila nel porta-pranzo un biglietto, nella speranza di risolvere il mistero. Sarà l'inizio di un lungo scambio di messaggi tra Ila e Saajan che lentamente si trasformerà in un'affettuosa amicizia. Pian piano le loro lettere diventeranno brevi confessioni sulle loro solitudini, sulle loro paure, sui ricordi e sulle loro piccole gioie. Scriversi diventerà un modo per sentirsi vicini in una metropoli come Mumbai che spesso distrugge speranze e sogni. Pur rimanendo estranei, Ila e Saajan intrecciano una relazione virtuale che potrebbe compromettere le loro vite reali.
LUNCHBOXStefania Primavera © Play4movie
http://www.unadonna.it/lifestyle/lunchbox-il-trailer-dal-successo-di-cannes-alle-sale-italiane/63126/#!63129 :
 di Anna Invernizzi 22 novembre 2013
"Un film che suscita curiosità per diversi motivi: proviene da un circuito produttivo non certo al centro dell’attenzione come l’India, è un’opera prima di un giovane regista indiano, Ritesh Batra, e ha vinto nel corso della popolare rassegna francese dedicata al grande schermo il Premio speciale del Pubblico, che lo ha accolto con grande simpatia e ottimi riscontri. Un film diverso, che mette sì al centro un legame sentimentale, ma letto in maniera assolutamente nuova, attraverso un interessantissimo viaggio nella cultura e nella quotidianità dell’India e di una megalopoli come Bombai. Un film capace tuttavia di trasmettere sentimenti e stati d’animo universali e patrimonio di tutti, come il desiderio di felicità, la necessità del condividere, la sensazione del proprio limite e di quello degli altri e, perché no, la speranza di cambiare. Per questo Lunchbox ha colpito il pubblico di Cannes e promette di farlo anche con quello che si recherà nelle sale italiane."

L’incredibile tradizione della dabba


"In India esiste una curiosa eppure assolutamente radicata tradizione, trasformatasi con il tempo in un vero e proprio business. Si tratta del quotidiano intreccio dei “dabba”, che in lingua marathi significa gavetta – in inglese Lunchbox appunto – e dei dabbawallahs, ovvero dei trasportatori di “dabbas”. Ogni giorno quasi 200.000 pasti caldi, ciascuno contenuto nel rispettivo pacchetto e ciascuno preparato in casa nelle abitazioni delle periferie residenziali, sono consegnate negli uffici del centro città da parte di circa 5000 trasportatori che, una volta consumati i cibi, restituiscono le dabbas vuote alle casalinghe. Un vero e proprio meccanismo di ristorazione aziendale unico al mondo".

Un esperimento anche per gli indiani

"Un film singolare e coraggioso, anche perché, come lo stesso autore Ritesh Batra sottolinea, si colloca in modo piuttosto diverso tra i consueti canoni del cinema indiano, legato specialmente a pellicole di genere e in particolare ai popolari musical di Bollywood (parola nata dall’acronimo di Bombay+Hollywood) cui il pubblico accorre in massa. Un film, quindi, il cui target è internazionale, fuori dai confini indiani e, proprio per questo, capace di parlare a tutte le latitudini. E in più con l’interessante caratteristica di far conosce una cultura così diversa dalla nostra dentro dalla quale si scopre che il cuore dell’uomo è, invece, così intimamente uguale. Per questo vale la pena di vederlo".

martedì 5 novembre 2013

Parole in Hindi: Presentazioni

 Può essere utile per chi vuole migliorare la propria conoscenza della lingua hindi:
Parole in Hindi: Presentazioni/Introducing yourself
Per esaminare il testo della conversazione apri il link e cerca il relativo testo: 
http://hindilearner.com/hindi_tutorials/ConversationInHindi/conversation_in_hindi.html

sabato 2 novembre 2013

sabato 21 settembre 2013

Testimonianza di un viaggio in India...


Cara Adele ti avevo promesso delle foto..puoi immaginare cos'è l'India, ma quando la vivi è tutta un'altra storia..è un paese che ami e odi contemporaneamente..quei sorrisi che noi non abbiamo più sono la cosa più bella che porterò sempre con me...popolo artigiano e curioso..milioni e milioni di persone che vivono la strada, la spiritualità..i colori e le donne...i villaggi e la loro semplicità..ogni giorno mi innamoravo di un uomo, di una donna, di un bambino...è stato bello viverlo..un abbraccio ciccia:

Foto e testo  di Anomalia Congenita



lunedì 16 settembre 2013

Numeri in Hindi

Questa pagina vi potrà essere utile come guida per imparare i numeri e inoltre su questo sito troverete tante altre pagine interessanti per la lingua hindi.

http://hindilearner.com/prayank/numbers-in-hindi.html?fb_source=pubv1

lunedì 9 settembre 2013

Ganesha Chaturthi ... il compleanno di Lord Ganesha

Ganesha Chaturthi è una delle festività più ampiamente diffuse in cui si festeggia la nascita di Lord Ganesha, anche conosciuto come Ganapati, Pillayar e Vinayaka, che è una delle più popolari divinità hindu. Ganesha è il figlio del dio Shiva e della dea Parvati. E' venerato sia da hindu, buddhisti che jaina. Ganesha, il dio con la testa di elefante è considerato il dio della fortuna, della saggezza e delle nuove imprese. Si crede anche che sia il dio delle Lettere e il distruttore  dell' orgoglio, dell' egoismo e della vanità. E' venerato  prima dell' inizio di ogni impresa o rituale ed è considerato appunto come colui che rimuove gli ostacoli e il signore degli inizi. Ganesha è anche conosciuto  come Vighneshvara il dio della saggezza e dell' intelletto e il patrono delle scienze e delle arti.

mercoledì 28 agosto 2013

Krishna Janmashtami. La festa di compleanno di Sri Krishna.

La festività di Janmashtami commemora il compleanno di Lord Krishna, l'ottava incarnazione del dio Vishnu. Ci si riferisce alla festività anche con i nomi di Gokulashtami o Govinda in Maharashtra. Lord Krishna è venerato per la sua saggezza su come vivere sulla terra. Il grande esponente della Bhagavad Gita è la più potente e popolare incarnzaione di Vishnu.
Il compeanno di Sri Krishna è un' occasione speciale per gli hindu che lo considerano loro leader, eroe, protettore, filosofo, insegnante e amico allo stesso tempo.
Krishna è nato alla mezzanotte dell' ottavo giorno di Krishnapaksha nel mese hindu di Shravan ( Agosto-Settembre). Alla mezzanotte la statua dell' infante viene posta in una culla . Gli indiani cosi come gli studiosi occidentali hanno accettato il periodo tra il il 3200 e il 3100 a.c. come il periodo in cui Krishna visse sulla terra. 
I devoti di Krishna osservano il digiuno per l'intero giorno e notte, tenendosi svegli tutta la notte ascoltando i suoi racconti e gesta, recitando inni dalla Gita e cantando canti devozionali. A Mathura e Vrindavan, dove Krishna nacque e trascorse la sua infanzia e giovinezza, il compleanno è celebrato con grande pompa. Raslilas o spettacoli  religiosi vengono messi in scena  per ricreare momenti  dalla vita di Krishna e commemorare il suo amore per Radha.  Canto e danza segnano, dunque, questa celebrazione.
Da piccolo grande amante dei prodotti caseari disubbidiva all madre adottiva e convinceva gli amici ad aiutarlo a rubare il desiderato burro e cosi durante il giorno della festa in alcune parti dell' India, come nello stato del Maharashtra, giovani uomini si cimentano in piramidi umane allo scopo di rompere con un bastone un'ampolla di argilla stracolma di burro.
Krishna è la personificazione d
ei suoi propri insegnamenti e la Bhagavad Gita è il suo più grande messaggio e missione di consegnarci la conoscenza che lottiamo per trovare.Conoscenza fatta tra l'atro di di umiltà, non ostentazione, purezza, pazienza, auto-controllo, fermezza, rettitudine.



domenica 25 agosto 2013

Fatehpur Sikri... la città fantasma in Uttarpradesh. Descrizione di Enrico Guala da "Life's a journey".

Vi segnalo questo interessante blog di Enrico Guala "Life's a journey". Cliccando sul link potrete leggere una bellissima descrizione di Fatehpur Sikri...la città fantasma in Uttarpradesh, fortezza dell' imperatore Moghul Akbar "Il Grande".
http://www.enricoguala.it/?p=2151

giovedì 22 agosto 2013

Abhinaya indian classical dance

 Ho trovato questo interessante articolo sulla danza classica indiana Abhinaya  che ovviamente vi consiglio:
http://www.indianetzone.com/50/abhinaya_indian_classical_dance.htm:

  Abhinaya in Indian Classical Dance - SancharibhavaAbhinaya consists of the musical accompaniment which includes poetry, lyrical or narrative, which is set to music and rhythm. The vachikabhinaya of the Natya where the actors themselves use speech is replaced by the music accompanying the dance. In Nritta musical accompaniment utilizes svaras of a melody in a given rhythmic cycle. The poetry is interpreted by the dancers. The actual interpretation consists of portrayal of sancharibhavas of Sthayi bhava.

Poetry`s actual interpretation is done through a series of variations of the angikabhinaya. Here in each word of line of poetry is interpreted in many different ways as possible. The dancer gives a visual presentation of the theme of the poem which is sung. Here natyadharmi doctrine is followed as the dancer assumes different roles, without changing of dress or costume.

If the same actor assumes a different role in the same play then it is natyadharmi. If there is a play where graceful gesture dominates then it is natyadharmi. The whole sphere of dance belongs to the natyadharmi mode of presentation, where principle of "suggestion" guides the dancer. There is an artistic stylization which is implied when the whole range of impersonal human situations and experiences has to be expressed through gestures. This is seen in the depiction of those emotions which would ordinarily be the sphere of sattvikabhinaya. The three types of gesture seen in the abhinaya of the body in drama are of the sucha, sakha and ankura. The sakha type of angikabhinaya belong to dance, as the theme is presented through the use of head, face, thighs, feet, hands, and so on. The most apt Vritta for the dance is the Kaiseki which is common to both Nritta and Nritya.

Abhinaya in Indian Classical Dance -  VyabhicharibhavaIn the angas and upangas, abhinaya portion depends on the gesture of the hands and face, especially on the movements of the eyes, eyebrows and eyeballs. The movements of the head, chest and the thighs are also important. The movement of the feet is less significant in this portion. The feet movement is governed by the demands of the theme. The hands have been grouped under the categories of the single-hand gestures and double-hand gestures. Movement of the hand is the vehicle of an entire language of gesticulation. Hand movement is the focal point around which everything else revolves. All the primary hand gestures of both varieties can be used to convey ideas and emotions and symbols. The Universe, the seven spheres, the oceans, rivers, planets, human beings, and animals can be represented through hand-gesticulation. Movement of hands, eyes and eyeballs, are employed in samanyabhinaya and chitrabhinaya. Facial and head movements are important as the hasta in the abhinaya technique of the dance. The movement of the eye balls and eyebrows is related to its corresponding vyabhicharibhava, the Sthayi bhava and the rasa.

Complexity rules the technique of Indian classical dances. It builds from the smallest part into a composite whole through application of series of laws. This is done to evoke a particular stage of mind through Nritta or abhinaya. These basic techniques of Abhinaya are uniformly applicable to all styles of Indian classical dances. The movements vary and the fundamental postures are different and distinctive.

martedì 20 agosto 2013

Happy Raksha Bandhan !

Raksha Bandhan significa un legame che ti protegge . Il tuo legame alla conoscenza, alla verità, al Sè, al maestro etc. In questo giorno la sorella lega un rakhi, un braccialetto di filo, intorno al polso del fratello dicendo: io ti proteggerò, tu mi proteggerai.
Raksha Bandhan, anche conosciuto come Rakhi, è una festività celebrata per rendere omaggio al   sacro legame tra fratelli e sorelle.  Questo giorno rappresenta l'amore incondizionato e l'affetto tra fratelloe sorrella ( anche metaforici, che si sceglie di essere come tali).
 Questa festività viene celebrata ogni anno, nel giorno di luna piena del mese di Shravan (Agosto) e viene osservata da hindu, jaina e sikh.
Durante questo giorno una sorella lega un colorato rakhi, un braccialetto di filo, che simboleggia amore tra i fratelli,  intorno al polso del fratello. La cerimonia simboleggia per l'appunto l'amore della sorella e le sue preghiere per il benessere e la salute del fratello che a sua volta promette di proteggerla e guidarla nel corso della vita.
Come parte della tradizione, il fratello fa dei doni alla sorella che simboleggiano amore e affetto.
Il festival inizia eseguendo il tradizionale arti e si conclude con delle  preghiere.
Per l'occasione vengono organizzati speciali eventi, attività divertenti, bazaar. Negozi e mercati sono abbelliti con colorati e accativanti disegni di rakhi, doni e dolci per celebrare l'occasione.
Un altro modo popolare per inviare gli auguri di rakhi è quello di condividere animate e affascinati cartoline disponibili online.
Raksha Bandhan è il tempo perfetto per mostrare amore e affetto cerso i tuoi fratelli e sorelle e rafforzare il legame. Su cosa aspettate :)

http://en.wikipedia.org/wiki/Raksha_Bandhan:

Mythical and Historical Occurrences and Mentions

Indra Dev

In a war between Gods and demons, Indra was defeated by demons. Then Indra consulted his Guru Brahaspati . In the meantime Indra’s wife Shachi said, “Dear husband! Tomorrow I shall tie a holy thread around your wrist.”The Veda- mantras were chanted by the Brahmans, chanting of Omkar was done and Shachi, with her resolve tied the thread around the right wrist of Indra. It enhanced the power of mind, decision–making, Bhava  and merits. That power of resolve made Indra successful in defeating the demons and bringing victory for the Gods.

Santoshi Ma

Ganesh had two sons, Shubh and Labh. On Raksha Bandhan, Ganesh's sister visited and tied a rakhi on Ganesh's wrist. Finally, Ganesh conceded the demand, and Santoshi Ma (literally the Mother Goddess of Satisfaction) was created by divine flames that emerged from Riddhi and Siddhi.[14]

Krishna and Draupadi

Another incident from the epic Mahabharat concerns Krishna and Draupadi, the wife of the Pandavas. She had once torn a strip of silk off her sari and tied it around Krishna's wrist to stanch the bleeding from a battlefield wound. Krishna was touched by her action and declared her to be his sister, even though they were unrelated. He promised to repay the debt and then spent the next 25 years doing just that. Draupadi, in spite of being married to five great warriors and being a daughter of a powerful monarch, trusted and depended wholly on Krishna.

King Bali and Goddess Laxmi

According to a legend the Demon King Bali was a great devotee of Lord Vishnu. Lord Vishnu had taken up the task to guard his kingdom leaving his own abode in Vaikunth. Goddess Lakshmi wished to be with her lord back in her abode. She went to Bali disguised as a woman to seek refuge till her husband came back.
During the Shravan Purnima celebrations, Lakshmi tied the sacred thread to the King. Upon being asked, she revealed who she was and why she was there. The king was touched by her goodwill for his family and her purpose and requested the Lord to accompany her. He sacrificed all he had for the Lord and his devoted wife.This thread was yellow that made yellow Raksha Bandhan popular among brothers and sisters.
Thus, devotion to the Lord. It is said that since then it has been a tradition to invite sisters in Shravan Purnima for the thread tying ceremony or the Raksha Bandhan

Yama and the Yamuna

According to another legend, Raksha Bandhan was a ritual followed by Lord Yama (the Lord of Death) and his sister Yamuna, (the river in northern India). Yamuna tied rakhi to Yama and bestowed immortality. Yama was so moved by the serenity of the occasion that he declared that whoever gets a rakhi tied from his sister and promised her protection, will become immortal.

Alexander the Great and King Puru

According to one legendary narrative, when Alexander the Great invaded India in 326 BCE, Roxana (or Roshanak, his wife) sent a sacred thread to Porus, asking him not to harm her husband in battle. In accordance with tradition, Porus, a Katoch king, gave full respect to the rakhi. On the battlefield, when Porus was about to deliver a final blow to Alexander, he saw the rakhi on his own wrist and restrained himself from attacking Alexander personally.[15]

Rabindranath Tagore & Rakhi

Tagore's vision of celebrating Raksha Bandhan was totally different. According to him Rakhi is not only a festival of the siblings but it's a celebration of mankind and of humanity. He promoted the concept of unity and harmony among all members of the society. He believed that it is the responsibility of all the members of the society to help and protect each other and encourage a harmonious social life. For him Rakshabandhan festival is the celebration of fellow feeling and concern. Especially in today's context Tagore's vision is very much applicable as it teaches us to think and care for others. The history behind this festival dates back to the year 1905 when the British empire decided to divide Bengal, a state of British India on the basis of caste and religion. That time Rabindra Nath Tagore arranged a ceremony to celebrate Raksha Bandhan to strengthen the bond of love and togetherness between the Hindus and the Muslims of Bengal and together fight against the British empire. He used the platform of Raksha Bandhan to spread the feeling of brotherhood. It was his vision to spread the nationalist spirit among people from different ethnic groups. His literary works have always transcended race, gender, religion and geographical boundaries. In his works and his beliefs he has always felt that it is important to have freedom of mind irrespective of race, religion and culture.
According to him if we can think beyond our religion and caste than only we can become true human beings. So to spread this message of love he thought Raksha Bandhan to be the most appropriate day to spread this message. Rabindranath Tagore in Shantiniketan started congregations like Rakhi Mahotsavas. This invoked trust and feeling of peaceful coexistence. The festival for them is a symbol of harmony. The tradition continues as people tie rakhis to the neighbors and close friends. It is a festival denoting National sentiments of harmony. So if we look into the actual significance of this festival in today's world, which is full of crisis and strife, these kinds of rituals hold the key to peaceful existence. The auspicious day of Raksha Bandhan can be used as a potent tool for social change, which could ultimately envelop everyone in a permanent bond of love and friendship. Tagore used a white threads for Raksha Bandhan thus made white Raksha Bandhan popular among Friends. His poem on Raksha Bhandan: "Banglar mati Banglar jal (May the Earth and Water of Bengal be blessed, O Lord)".

Interesting facts about Rakhi

Yama, the lord of death, was blessed with eternity as his sister Yamuna tied up a Rakhi thread on his wrist. Since that time the festival of Raksha Bandhan is associated with tying of Rakhi thread.
Lord Krishna was left with a bleeding finger, after Shishupal's death. To stop bleeding, Draupadi, the wife of the Pandavas, tore a strip of silk off her sari and tied it around Krishna's wrist. Touched by her concern, Krishna declared that he would protect her and promised to repay the debt manifold, and spent the next 25 years of his life doing just that.
Queen Karmavati of Chittor had sent a Rakhi to Humayun to protect her from Bahadur Shah. Humayun, then engaged in an expedition against Bengal, turned back to carry out his sacred brotherly duty and tried to protect her but was too late. Chittor had already fallen and the Rani had immolated herself in the Rajput custom of Jauhar.
Rabindranath Tagore, the Nobel laureate poet used the occasion of the Raksha Bandhan as a community festival and gave a call to tie a rakhi amongst all Hindus and Muslims so as to maintain peace and harmony between them and spread the nationalist spirit among people from different ethnic backgrounds.

Rani Karnavati and Emperor Humayun

A popular narrative that is centered around Rakhi is that of Rani Karnavati of Chittor and Mughal Emperor Humayun, which dates to 1535 CE. When Rani Karnavati, the widowed queen of the king of Chittor, realised that she could not defend against the invasion by the Sultan of Gujarat, Bahadur Shah, she sent a Rakhi to Emperor Humayun. Touched, the Emperor immediately set off with his troops to defend Chittor.[16] Humayun arrived too late, and Bahadur Shah managed to sack the Rani's fortress. Karnavati, along with a reported 13,000 other women in the fortress, carried out Jauhar on March 8, 1535, killing themselves to avoid dishonor while the men threw the gates open and rode out on a suicidal charge against Bahadur Shah's troops.[17][18] When he reached Chittor, Humayun evicted Bahadur Shah from fort and restored the kingdom to Karnavati's son, Vikramjit Singh.[17] Although contemporary commentators and memoirs do not mention the Rakhi episode and some historians have expressed skepticism about it, it is mentioned in one mid-seventeenth century Rajasthani account.[19]

Other festivals on this day

In southern and central parts of India including Kerala, Andhra Pradesh, Tamil Nadu, Karnataka, Maharashtra and Odisha, this day (i.e. Shravan Poornima day), is when the Brahmin community performs the rituals of Avani Avittam or Upakarma.

Balarama Jayanti

This is also celebrated as Shri Baladeva birth Ceremony. Lord Krishna's elder Brother Prabhu Balarama was born on this Poornima.[20][21]

Raksha Bandhan celebrations in India and Nepal

While Raksha Bandhan is celebrated all over the country, different parts of the country mark the day in different ways.
In Nepal, Raksha Bandhan is celebrated on shravan purnima. It is also called Janaeu Purnima (Janaeu is sacred thread and purnima means full moon). Janaeu is changed in this day, in Brahmins and Kshetry families. A sacred thread is tied on wrist by senior family members and relatives. Nepalese people enjoy this festival, eating its special food "Kwati", a soup of sprout of seven different grains.[2

mercoledì 14 agosto 2013

Antica Civiltà dell 'Indo. Storia, Civiltà e Arte

I primi insediamenti nelle regioni dell' Indo e del Baluchistan sono datati dal 7000  ac e sono conosciuti  attraverso elaborate ceramiche e statuette. A partire dal 2000 ac, grandi città cominciarono  a svilupparsi lungo il fiume Indo ad Harappa e Mohenjodaro. Le città dell' Indo erano ben pianificate e avevano ampie reti commerciali che si estendevano dall' India Centrale al MedioOriente.
Le città dell' Indo collassarono intorno al 1500 ac, forse a causa di cambiamenti climatici.

Alcune foto che ho fatto al British Museum
Statuetta di elefante proveniente dal Baluchistan e risalente al 3000 ac circa

Statuette di donne
Pakistan, Mohenjodaro,civiltà dell' Indo, 2000 ac circa. queste statuette sono probabilmente delle dee madri. Una è mostrata incinta.

Resti in rame dell' età del Bronzo in India
Il secondo millennio ac nell' India del Nord fu un tempo di piccoli villaggi agricoli. Qui erano in uso attrezzi in rame, ceramiche di color ocra. Siti con asce in rame, spranghe, spade e statuette rappresentanti uomini sono ben conosciuti dal secondo millennio ac e sono numerosi nell' india del Nord e Peninsulare.


Eight thin silver plaques from the Gungeria Hoard. Gungeria, Balaghat District, Madhya Pradesh, 2 millennium BC.
Alcune nella forma di teste di toro, queste placche può darsi che fossero attaccate a tessuto o alla pelle come decorazione per scopi non conosciuti.

venerdì 9 agosto 2013

Studi genetici hanno rivelato che l'impedimento di casta relativo ai matrimoni si radicò circa 1900 anni fa

Vi propongo questo interessantissimo articolo  pubblicato stamane sulla pagina online del Times of India.
 Alcuni ricercatori hanno scoperto, compiendo degli studi genetici che l'endogamia ebbe inizio circa 1900 anni fa e che quindi proprio in questo periodo probabilmente dovette radicarsi il sistema delle caste. Vi consiglio di leggere l'articolo per approfondire meglio  la questione:
http://timesofindia.indiatimes.com/india/Caste-bar-on-marriages-became-entrenched-2000-years-ago-genetic-study-finds/articleshow/21724182.cms?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral

 http://timesofindia.indiatimes.com/home/science/Study-reveals-origin-of-Indias-caste-system/articleshow/21754499.cms?utm_source=facebook.com&utm_medium=referral

Provo a tradurvi l'articolo :). Scusate le imperfezione ; )
" In un affascinante studio su come differenti tipi di popolazione si mescolarono in India, degli scienziati hanno scoperto che ci furono tre stadi di mescolanza.
Nei tempi antichi, più di 4000 anni fa, c'erano due popolazioni separate basate nell' india del Nord e del Sud senza mescolanze.
Successivamente, in una seconda fase, tra 4000  e 1900 anni fa, sopravvenne  una fase di ampio  di mescolamento tra popolazioni che interessò anche i gruppi più isolati. In fine circa 1900 anni fa, diversi sottogruppi della popolazione  già mescolata misero fine ai matrimoni al di fuori del loro gruppo e questa pratica si consolidò.
Scienziati della Harvard Medical School,US, e del Center for Cellular and Molecular Biology di Hyderabad, India, forniscono prova di questa sequenza attraverso l'analisi del materiale genetico proveniente da 73 gruppi di popolazione indiana. I risultati sono stati pubblicati l' 8 Agosto all' interno dell' Amercian Journal of Human Genetics.
"Soltanto poche migliaia di anni fa la struttura della popolazione indiana era molto differente da quella di oggi" ha affermato il coautore senior, David Reich, professore di genetica alla Harvard Medica School. "Il sistema della caste esiste da lungo tempo, ma non da sempre" ha affermato.
Il divieto di sposarsi al di fuori di una definita comunità è chiamato endogamia. E' uno dei punti basilari del sistema delle caste in India. Il declino del matrimonio tra differenti comunità, come scoperto da questi scienziati, è dovuto alla diffusione della casta.
Questo trasformò l' India da un paese in cui la mescolanza tra differenti popolazioni era dilagante a un paese in cui l'endogamia divenne la norma.
Precedentemente, nel 2009 Reich e i suoi colleghi avevano analizzato 25 differenti gruppi di popolazione indiana e scoprirono che tutte le popolazioni in India mostrano l'evidenza di una mescolanza genetica tra due gruppi ancestrali: Ancestral North Indians ( ANI) imparentati con gli asiatici centrali, i mediorientali, i caucasici, gli europei e gli Ancestral South Indians (ASI) che provengono principalmente dal subcontinente.
Misurando la lunghezza dei segmenti della discendenza ANI e ASI nei genomi Indiani, gli scienziati sono capaci di ottenere precise stime del periodo della mescolanza tra le popolazioni. Hanno scoperto che il mescolamento dei fili genetici continuò tra 4200 a  circa 1900 anni fa , a seconda del gruppo di popolazione analizzato.
"Il fatto che ogni popolazione in India si è sviluppata da popolazioni mischiatesi in maniera del tutto casuale suggerisce che le classificazioni sociali come il sistema delle caste non devono probabilmente essere esistite allo stesso modo prima della mescolanza, ha affermato il co- autore senior Lalji Singh
Ma una volta stabilito il sistema delle caste divenne geneticamente operativo, hanno osservato i ricercatori. La mescolanza tra i gruppi divenne molto rara. Questo ha condotto a molte conseguenze, la conservazione di certi tipi di malattie all'interno dei gruppi endogami.